La storia di Jesolo è legata a filo doppio con quella di Venezia. Jesolo infatti ha preceduto Venezia negli annali della storia e ha dato un contributo notevole alla formazione della città lagunare. L’attuale territorio di Jesolo era nell’antichità una laguna, all’interno della quale sorgevano alcune piccole isole. L’isola chiamata dai romani Equilium era la maggiore: la popolazione che per prima abitò questi luoghi faceva probabilmente parte della stirpe degli Heneti o Veneti, famosi come allevatori di cavalli; ed è proprio a questi animali che si può far risalire il nome di Jesolo da equus o equilio (città dei cavalli). Antico centro romano Jesolo divenne uno dei più fiorenti porti della Confederazione lagunare, nell’epoca che intercorre tra la caduta dell’impero romano e la nascita di Venezia.
Con il crollo dell’Impero arrivarono inesorabili le invasioni delle popolazioni barbariche che costrinsero gli abitanti delle città del vicino entroterra a trovare rifugio nelle isole della laguna fondando Eraclea sull’isola di Melidissa e Jesolo sull’isola di Equilio. Distrutta nell’806 da Pipino re dei Franchi, Jesolo risorse in breve tempo e ridivenne uno dei principali centri della laguna. Attorno all’anno Mille era sede vescovile e contava ben 42 chiese, numerosi conventi e 32 saline. Nonostante le guerre per la supremazia contro Eraclea e le invasioni che influirono negativamente sul suo sviluppo, Jesolo riuscì a crescere potenziando i commerci con le città dell’entroterra e con l’oriente scambiando sale e prodotti lavorati con legnami, spezie e tessuti.
Le guerre, una tragica piena del Sile e l’invasione dei Franchi provocarono il decadimento di Jesolo che all’inizio del XII secolo perse anche la sede vescovile. Nei secoli successivi, i più bui per la storia della città, la situazione andò peggiorando e alla fine del Quattrocento Jesolo era ridotta a pochi casolari semi-disabitati. Soltanto nel XVI secolo, con le opere di bonifica intraprese da Venezia che hanno portato a deviare i corsi dei fiumi Piave e Sile, la morfologia del territorio di Jesolo è cambiata portando le terre una volta paludose ad essere fiorenti terreni di coltivazione. Le bonifiche vennero poi continuate dall’avvento di Napoleone e degli austriaci che proseguirono nell’opera di sanificazione dei territori cominciata da Venezia.
Nel corso della prima guerra mondiale Jesolo fu teatro di battaglie decisive per il contenimento dell’avanzata tedesca dopo Caporetto. Fu in questo periodo che andarono distrutte, le testimonianze più antiche della vecchia Jesolo, come la grande cattedrale romanica, di cui rimane ora solo qualche resto.
La svolta per Jesolo cominciò nel primo dopoguerra con la "Grande bonifica" che fu realizzata nel decennio compreso tra il 1920 ed il 1930 e che portò all’introduzione delle coltivazioni di frumento, granoturco e barbabietola da zucchero. A queste si aggiunsero le piantagioni di alberi da frutta e vigneti. Nel 1930 il Comune fu rinominato con l’antico nome di Jesolo e dal 1936 le località di Marina Bassa e di Spiaggia furono denominate Lido di Jesolo e nel 1952 avvenne il riconoscimento come Stazione di Soggiorno e Turismo. Dopo appena dieci anni il Lido di Jesolo conta già 323 tra alberghi, pensioni e locande, e nel 1963 il numero aumenta di altre 31 unità.
Oggi il Lido di Jesolo, a pochi chilometri da Venezia, con i suoi 15 chilometri di spiaggia ospita ogni anno oltre 10 milioni di turisti che decidono di trascorrere le proprie vacanze a Jesolo, dove possono trovare una rigogliosa natura ma anche tanti divertimenti diurni e notturni.